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Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato

Strasburgo, 8 novembre 1990

Traduzione ufficiale della Cancelleria federale della Svizzera

Explanatory Report
English
Traduzioni


Preambolo

Gli Stati membri del Consiglio d’Europa e gli altri Stati firmatari della presente Convenzione,

considerando che lo scopo del Consiglio d’Europa è quello di raggiungere una mag­giore unità fra i suoi membri;

convinti della necessità di perseguire una politica criminale comune tendente alla protezione della società;

considerando che la lotta contro la grande criminalità, che costituisce sempre più un problema di carattere internazionale, richiede l’impiego di metodi moderni ed effi­caci su scala internazionale;

ritenuto che uno di tali metodi consiste nel privare i criminali dei proventi dei reati;

considerando che per il raggiungimento di tale fine deve essere anche creato un effi­ciente sistema di cooperazione internazionale;

hanno concordato quanto segue:

Capitolo I – Definizioni

Articolo 1 – Definizioni

Ai fini della presente Convenzione:

a. «provento» significa ogni vantaggio economico derivato da reati. Esso può consistere in qualsiasi valore patrimoniale, come definito nel sottoparagrafo b del presente articolo;

b. «valori patrimoniali» comprende valori patrimoniali in qualsiasi modo de­scritti, materiali o immateriali, mobili o immobili, nonché documenti legali o strumenti comprovanti il diritto di proprietà o altri diritti sui predetti valori;

c. «strumenti» significa qualsiasi oggetto usato o destinato a essere usato, in qualsiasi modo, in tutto o in parte, per commettere uno o più reati;

d. «confisca» significa una sanzione o misura, ordinata da un’autorità giudizia­ria a seguito di una procedura per uno o più reati, che consiste nel privare definitivamente di un valore patrimoniale;

e. «reato principale» significa qualsiasi reato in conseguenza del quale si for­mano proventi che possono diventare oggetto di uno dei reati definiti all’articolo 6 della presente Convenzione.

Capitolo II – Misure in ambito nazionale

Articolo 2 – Confisca

1. Ciascuna Parte prende le misure legislative o di altra natura eventualmente neces­sarie per consentirle di procedere alla confisca di strumenti e di proventi, o di valori patrimoniali il cui valore corrisponde a tali proventi.

2. Ciascuna Parte, al momento della firma o all’atto del deposito dello strumento di ratificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione, può, con dichiarazione diretta al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, dichiarare che il paragrafo 1 del presente articolo si applica soltanto ai reati o alle categorie di tali reati specificati nella predetta dichiarazione.

Articolo 3 – Indagini e misure provvisorie

Ciascuna Parte prende le misure legislative e di altra natura eventualmente necessa­rie per consentirle di identificare e rintracciare valori patrimoniali che possano
for­mare oggetto di confisca a norma dell’articolo 2 paragrafo 1, nonché di prevenire qualsiasi commercio, trasferimento o alienazione di tali beni.

Articolo 4 – Poteri e tecniche d’investigazione speciali

1. Ciascuna Parte prende le misure legislative e di altra natura necessarie per confe­rire alle proprie autorità giudiziarie o alle altre competenti autorità la facoltà di ordi­nare che documenti bancari, finanziari o commerciali siano messi a disposizione o siano sottoposti a sequestro al fine di attuare i provvedimenti di cui agli articoli 2 e 3. Ciascuna Parte non potrà rifiutarsi di agire a norma delle disposizioni del presente articolo opponendo il segreto bancario.

2. Ciascuna Parte prende le misure legislative e di altra natura necessarie per con­sentirle di impiegare tecniche investigative che facilitino l’identificazione e l’aumen­to di proventi, nonché la raccolta delle relative prove. Le predette tecniche possono comprendere provvedimenti intesi alla sorveglianza di conti bancari, osser­vazioni, intercettazioni di telecomunicazioni, accesso a sistemi computerizzati e or­dini di pro­durre determinati documenti.

Articolo 5 – Mezzi giuridici di tutela

Ciascuna Parte prende le misure legislative e di altra natura eventualmente necessa­rie ad assicurare che le persone interessate dalle misure di cui agli articoli 2 e 3 di­spongono di effettivi rimedi giuridici a tutela dei propri diritti.

Articolo 6 – Reati di riciclaggio

1. Ciascuna Parte prende le misure legislative e di altra natura eventualmente neces­sarie per prevedere come reato secondo la propria legge interna, quando il fatto è commesso intenzionalmente:

a. la conversione o il trasferimento di valori patrimoniali, sapendo che essi sono proventi, allo scopo di occultare o dissimulare l’illecita provenienza dei valori patrimoniali stessi o aiutare persone coinvolte nella commissione del reato principale a sottrarsi alle conseguenze giuridiche dei loro atti;

b. l’occultamento o la dissimulazione della natura, dell’origine, dell’ubica­zio­ne, di atti di disposizione o del movimento di valori patrimoniali, nonché dei diritti di proprietà e degli altri diritti ad essi relativi, sapendo che detti valori patrimoniali sono proventi;

e, fatti salvi i suoi principi costituzionali e i concetti fondamentali del suo ordina­mento giuridico:

c. l’acquisizione, il possesso o l’uso di valori patrimoniali sapendo, nel mo­mento in cui sono ricevuti, che essi sono proventi;

d. la partecipazione nella commissione di reati che sono stati previsti a norma del presente articolo, l’associazione o il complotto, allo scopo di commettere tali reati, il tentativo di commetterli, nonché l’assistenza, l’istigazione, il fa­voreggiamento e la prestazione di consigli per la loro commissione.

2. Al fine di dare attuazione o applicazione al paragrafo 1 del presente articolo:

a. è irrilevante il fatto che la Parte abbia o non abbia giurisdizione penale in relazione al reato principale;

b. può prevedersi che i reati di cui al predetto paragrafo non si applicano alle persone che hanno commesso il reato principale;

c. la consapevolezza, l’intenzione e il fine, richiesti come elementi di uno dei reati di cui al predetto paragrafo, possono essere dedotti da circostanze obiettive e di fatto.

3. Ciascuna Parte può prendere le misure che ritiene necessarie per conferire carat­tere di reato, secondo la propria legge interna, alla totalità o a una parte degli atti di cui al paragrafo 1 del presente articolo, in uno o in tutti dei seguenti casi:

a. quando l’autore avrebbe dovuto ritenere che i valori patrimoniali costitui­vano proventi;

b. quando l’autore ha agito a fine di lucro;

c. quando l’autore ha agito per facilitare la continuazione di ulteriori attività criminali.

4. Ciascuna Parte, al momento della firma o all’atto del deposito dello strumento di ratificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione, può, con dichiarazione diretta al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, dichiarare che il paragrafo 1 del presente articolo si applica soltanto ai reati principali o alle categorie di tali reati specificati nella predetta dichiarazione.

Capitolo III – Cooperazione internazionale

Sezione 1 – Principi di cooperazione internazionale

Articolo 7 – Principi generali e misure di cooperazione internazionale

1. Le Parti cooperano fra di loro nella misura più ampia possibile ai fini delle inda­gini e delle procedure per la confisca di strumenti e di proventi.

2. Ciascuna Parte prende le misure legislative e di altra natura eventualmente neces­sarie per consentirle di eseguire, alle condizioni previste dal presente capitolo, le richieste:

a. di confisca di valori patrimoniali specifici consistenti in proventi o strumenti nonché di confisca di proventi consistente nell’imposizione dell’obbligo di pagare una somma di denaro pari al valore dei proventi;

b. di assistenza nelle indagini e di misure provvisorie ai fini dell’una o del­l’altra forma di confisca di cui alla lettera a che precede.

Sezione 2 – Assistenza nelle indagini

Articolo 8 – Obbligo di prestare assistenza

Le Parti, a richiesta, si prestano la più ampia assistenza possibile per identificare e rintracciare gli strumenti, i proventi e gli altri valori patrimoniali suscettibili di con­fisca. Rientrano nell’assistenza tutte le misure per acquisire e assicurare la prova dell’esistenza, dell’ubicazione, del movimento, della natura, dello statuto giuridico e dell’ammontare dei valori patrimoniali sopra indicati.

Articolo 9 – Esecuzione dell’assistenza

L’assistenza a norma dell’articolo 8 viene prestata nei modi consentiti dalla legge interna della Parte richiesta e in conformità con tale legge e, nella misura non in­compatibile con essa, secondo le procedure specificate nella richiesta.

Articolo 10 – Informazioni spontanee

Senza pregiudicare le proprie indagini o le proprie procedure, ciascuna Parte, senza esserne stata preventivamente richiesta, può trasmettere a un’altra Parte informazioni su strumenti o su proventi se ritiene che la comunicazione di tali informazioni po­trebbe aiutare la Parte ricevente ad iniziare o a svolgere indagini o procedure, ov­vero potrebbe portare a una richiesta di quest’ultima Parte ai sensi delle disposizioni del presente capitolo.

Sezione 3 – Misure provvisorie

Articolo 11 – Obbligo d’ordinare misure provvisorie

1. A richiesta di un’altra Parte che abbia avviato una procedura penale o un’azione per fini di confisca, ciascuna Parte prende le necessarie misure provvisorie, come il congelamento o il sequestro, allo scopo di prevenire qualsiasi commercio, trasferi­mento o alienazione di valori patrimoniali che, in un momento successivo, potreb­bero formare oggetto di richiesta di confisca o potrebbero servire a soddisfare tale richiesta.

2. La Parte che ha ricevuto una richiesta di confisca a norma dell’articolo 13, se ri­chiesta, adotta le misure indicate nel paragrafo 1 del presente articolo relativamente ai valori patrimoniali che formino oggetto della richiesta o che potrebbero servire a soddisfare la stessa.

Articolo 12 – Esecuzione delle misure provvisorie

1. Le misure provvisorie di cui all’articolo 11 sono eseguite nei modi consentiti dalla legge interna della Parte richiesta e in conformità con tale legge e, nella misura non incompatibile con essa, secondo le procedure specificate nella richiesta.

2. Prima di revocare qualsiasi misura provvisoria a norma del presente articolo, in tutti i casi in cui è possibile, la Parte richiesta dà alla Parte richiedente la possibilità di esporre i motivi a favore del mantenimento della misura.

Sezione 4 – Confisca

Articolo 13 – Obbligo di confisca

1. La Parte che ha ricevuto da un’altra Parte una richiesta di confisca di strumenti o di proventi situati sul proprio territorio:

a. esegue l’ordine di confisca emesso dall’autorità giudiziaria della Parte ri­chiedente con riferimento a tali strumenti o proventi; oppure

b. sottopone la richiesta alle proprie competenti autorità allo scopo di ottenere un ordine di confisca e, se questo è ottenuto, lo esegue.

2. Ai fini dell’applicazione del paragrafo 1b del presente articolo, ciascuna Parte è, quando sia necessario, competente per avviare procedure di confisca in base alla propria legge.

3. Le disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo si applicano anche in caso di confisca consistente nell’obbligo di pagare una somma di denaro corrispondente al valore dei proventi, se i valori patrimoniali che possono essere oggetto dell’esecu­zione della confisca si trovano sul territorio della Parte richiesta. In tali casi, quando l’esecuzione della confisca avviene a norma del paragrafo 1, la Parte richiesta, qua­lora non sia ottenuto il pagamento, soddisfa i propri diritti su qualsiasi valore patri­moniale disponibile a tale scopo.

4. Se la richiesta di confisca riguarda un valore patrimoniale specifico, le Parti pos­sono decidere che la Parte richiesta esegua la confisca sotto forma d’obbligo di pa­gamento di una somma di denaro corrispondente all’ammontare del valore patrimo­niale.

Articolo 14 – Esecuzione della confisca

1. Le procedure per ottenere ed eseguire la confisca prevista dall’articolo 13 sono disciplinate dalla legge della Parte richiesta.

2. La Parte richiesta è vincolata dagli accertamenti relativi ai fatti nei limiti in cui essi siano stabiliti in una sentenza di condanna o in una decisione giudiziaria della Parte richiedente, o nei limiti in cui questa sentenza o decisione giudiziaria sia fon­data su tali fatti.

3. Ciascuna Parte, al momento della firma o del deposito del proprio strumento di ratificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione, può, mediante dichiara­zione diretta al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, dichiarare che il para­grafo 2 del presente articolo si applica soltanto subordinatamente ai principi costitu­zionali e ai concetti fondamentali del proprio sistema giuridico.

4. Se la confisca consiste nell’obbligo di pagare una somma di denaro, la compe­tente autorità della Parte richiesta converte il relativo importo nella propria valuta al tasso di cambio in vigore nel momento in cui è presa la decisione di eseguire la con­fisca.

5. Nel caso dell’articolo 13 paragrafo 1a, soltanto la Parte richiedente ha diritto di decidere su eventuali richieste di revisione della decisione di confisca.

Articolo 15 – Valori patrimoniali confiscati

Salvo contrario accordo delle Parti interessate, la Parte richiesta dispone secondo la propria legge interna dei valori patrimoniali da essa confiscati.

Articolo 16 – Diritto di esecuzione e importo massimo della confisca

1. La richiesta di confisca a norma dell’articolo 13 non pregiudica il diritto della Parte richiedente d’eseguire essa stessa l’ordine di confisca.

2. Nulla della presente Convenzione può essere interpretato in modo da consentire che il valore totale della confisca superi l’importo della somma di denaro specificato nell’ordine di confisca. Qualora una delle Parti ritenga che quanto sopra possa veri­ficarsi, le Parti interessate si consultano allo scopo di evitarlo.

Articolo 17 – Pene detentive in caso di inadempienza

Se la Parte richiedente lo ha esplicitamente indicato nella richiesta, la Parte richiesta non può imporre pene detentive in caso d’inadempienza, né altre misure restrittive della libertà personale, come risultato di una richiesta fatta ai sensi dell’articolo 13.

Sezione 5 – Rifiuto e rinvio della cooperazione

Articolo 18 – Motivi di rifiuto

1. La cooperazione ai sensi del presente capitolo può essere rifiutata se:

a. la misura richiesta fosse contraria ai principi fondamentali del sistema giuri­dico della Parte richiesta; o

b. l’esecuzione della richiesta rischia di pregiudicare la sovranità, la sicurezza, l’ordine pubblico o altri interessi essenziali della Parte richiesta; o

c. la Parte richiesta ritiene che l’importanza del caso al quale la richiesta si rife­risce non giustifica il compimento della misura richiesta; o

d. il reato al quale si riferisce la richiesta è di natura politica o fiscale; o

e. la Parte richiesta ritiene che il compimento della misura richiesta sarebbe contrario al principio «ne bis in idem»; o

f. il reato al quale la richiesta si riferisce non costituirebbe reato secondo la legge della Parte richiesta se esso fosse stato commesso nell’ambito della sua giurisdizione. Tuttavia, tale motivo di rifiuto è applicabile alla cooperazione prevista dalla sezione 2 soltanto nei limiti in cui l’assistenza richiesta com­porti misure coercitive.

2. La cooperazione ai sensi della sezione 2, nella misura in cui l’assistenza richiesta comporti misure coercitive, e ai sensi della sezione 3 del presente capitolo può inol­tre essere rifiutata se, qualora si trattasse di un caso interno analogo, la legge interna della Parte richiesta non consentirebbe l’adozione delle misure richieste ai fini di indagini o di procedure.

3. Quando la legge della Parte richiesta lo prevede, la cooperazione ai sensi della sezione 2, nella misura in cui l’assistenza richiesta comporti misure coercitive, e ai sensi della sezione 3 del presente capitolo può essere rifiutata, inoltre, se le misure richieste, o qualsiasi altra misura avente analoghi effetti, non fossero consentite dalla legge della Parte richiedente, oppure, per quanto riguarda le competenti autorità della Parte richiedente, se la richiesta non è autorizzata né da un giudice, né da altra autorità giudiziaria, comprese le procure pubbliche, che agiscano in relazione a un reato.

4. La cooperazione ai sensi della sezione 4 del presente capitolo può inoltre essere rifiutata se:

a. la legge della Parte richiesta non prevede la confisca per il tipo di reato al quale la richiesta stessa si riferisce; o

b. senza pregiudizio per l’obbligo fissato dall’articolo 13 paragrafo 3, essa fosse contraria ai principi dell’ordinamento interno della Parte richiesta re­lativi ai limiti della confisca determinati con riguardo al rapporto fra il reato e:

i. il vantaggio economico che potrebbe essere considerato come suo pro­vento; oppure
ii. i valori patrimoniali che potrebbero essere considerati come strumenti; o

c. secondo la legge della Parte richiesta, la confisca non può essere ordinata o eseguita a causa della prescrizione; o

d. la richiesta non si riferisce a una precedente condanna né a una decisione di natura giudiziaria, né a una dichiarazione, contenuta in una tale decisione, secondo la quale sono stati commessi uno o più reati, sulla base della quale la confisca è stata ordinata o richiesta; o

e. la confisca non è eseguibile nella Parte richiedente, o è ancora soggetta a ri­medi ordinari di diritto; o

f. la richiesta si riferisce a un ordine di confisca avente origine da una deci­sione presa in assenza della persona contro la quale il provvedimento stesso è stato emesso e, a giudizio della Parte richiesta, la procedura avviata dalla Parte richiedente e che ha portato a tale decisione non ha rispettato i diritti minimi di difesa garantiti a favore di tutte le persone accusate di un reato.

5. Ai fini del paragrafo 4f del presente articolo, la decisione non è ritenuta presa in assenza se:

a. è stata confermata o presa dopo opposizione della persona interessata; o

b. è stata presa in sede di appello e l’appello è stato interposto dalla persona interessata.

6. Nel valutare, ai fini del paragrafo 4f del presente articolo, se i diritti minimi di difesa sono stati rispettati, la Parte richiesta tiene conto del fatto che la persona inte­ressata abbia deliberatamente cercato di sottrarsi alla giustizia ovvero che tale per­sona, avendo avuto la possibilità di ricorrere contro la decisione presa in sua as­senza, ha scelto di non farlo. Lo stesso vale quando la persona interessata, cui la ci­tazione a comparire è stata debitamente notificata, abbia deciso di non comparire o di non chiedere un rinvio.

7. Una Parte non può invocare il segreto bancario come motivo per rifiutarsi di co­operare a norma del presente capitolo. Se la propria legge interna così dispone, cia­scuna Parte può richiedere che le richieste di cooperazione le quali comportino la rivelazione di segreti bancari venga autorizzata o da un giudice o da altra autorità giudiziaria, comprese le procure pubbliche, che agiscano in relazione ad un reato.

8. Senza pregiudicare il motivo di rifiuto previsto dal paragrafo 1a del presente arti­colo:

a. il fatto che la persona nei confronti della quale s’indaga o è stato emesso un ordine di confisca, da parte delle autorità della Parte richiedente, sia una per­sona giuridica non può essere invocato dalla Parte richiesta come impedi­mento a prestare qualsiasi cooperazione a norma del presente capitolo;

b. il fatto che una persona fisica contro la quale sia stato emesso un ordine di confisca di proventi sia deceduta in seguito, o il fatto che una persona giuri­dica contro la quale sia stato emesso un ordine di confisca di proventi sia stata sciolta in seguito, non può essere invocato come impedimento al­l’assistenza a norma dell’articolo 13 paragrafo 1a.

Articolo 19 – Rinvio

La Parte richiesta può rinviare l’esecuzione della richiesta qualora i relativi atti pre­giudicassero indagini o procedimenti in corso da parte delle proprie autorità.

Articolo 20 – Accoglimento parziale o condizionato della richiesta

Prima di rifiutare o di rinviare la cooperazione ai sensi del presente capitolo, la Parte richiesta valuta, se del caso dopo essersi consultata con la Parte richiedente, se la richiesta possa essere accolta parzialmente o a determinate condizioni da essa rite­nute necessarie.

Sezione 6 – Notificazione e tutela dei diritti dei terzi

Articolo 21 – Notificazione di documenti

1. Le Parti si prestano assistenza nella misura più ampia possibile per quanto ri­guarda la notificazione di documenti giudiziari alle persone interessate da misure provvisorie e da confisca.

2. Nulla del presente articolo può essere interpretato nel senso di ostacolare:

a. la possibilità di trasmettere documenti giudiziari per posta direttamente a persone all’estero;

b. la possibilità per gli ufficiali giudiziari, i funzionari e le altre competenti autorità della Parte d’origine di procedere alla notificazione di documenti giudiziari direttamente attraverso le autorità consolari della predetta Parte o attraverso gli ufficiali giudiziari, i funzionari e le altre competenti autorità della Parte di destinazione,

a meno che la Parte di destinazione non faccia una dichiarazione contraria al Segre­tario Generale del Consiglio d’Europa al momento della firma o all’atto del deposito del proprio strumento di ratificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione.

3. In caso di notificazione di documenti giudiziari a persone all’estero, interessate da misure provvisorie o da ordini di confisca decisi nella Parte d’origine, quest’ultima deve indicare i rimedi giuridici di cui, secondo la propria legge, le persone interes­sate possono avvalersi.

Articolo 22 – Riconoscimento delle decisioni straniere

1. Nell’esaminare le richieste di cooperazione ai sensi delle sezioni 3 e 4, la Parte richiesta riconosce qualsiasi decisione giudiziaria presa nella Parte richiedente per quanto riguarda i diritti rivendicati dai terzi.

2. Il riconoscimento può essere rifiutato se:

a. i terzi non hanno avuto sufficiente possibilità di far valere i propri diritti; o

b. la decisione è incompatibile con altra decisione già presa nella Parte richie­sta sulla stessa questione; o

c. esso è contrario all’ordine pubblico della Parte richiesta; o

d. la decisione è stata presa in violazione delle disposizioni della legge della Parte richiesta in materia di competenza esclusiva.

Sezione 7 – Norme procedurali e altre norme generali

Articolo 23 – Autorità centrale

1. Le Parti designano un’autorità centrale o, se necessario, più autorità centrali com­petenti a trasmettere le richieste formulate ai sensi del presente capitolo, a rispon­dervi e a eseguirle o trasmetterle alle autorità competenti per l’esecuzione.

2. Ciascuna Parte, all’atto della firma o del deposito del proprio strumento di ratifi­cazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione, comunica al Segretario Gene­rale del Consiglio d’Europa il nome e l’indirizzo delle autorità designate a norma del paragrafo 1 del presente articolo.

Articolo 24 – Comunicazione diretta

1. Le autorità centrali comunicano direttamente tra di loro.

2. In caso di urgenza, le richieste e le comunicazioni di cui al presente capitolo pos­sono essere trasmesse direttamente dalle autorità giudiziarie, comprese le procure pubbliche, della Parte richiedente a tali autorità giudiziarie della Parte richiesta. In questi casi copia dell’atto deve essere contemporaneamente trasmessa all’autorità centrale della Parte richiesta per il tramite dell’autorità centrale della Parte richie­dente.

3. Le richieste e le comunicazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo pos­sono essere trasmesse per il tramite dell’Organizzazione Internazionale della Polizia Criminale (Interpol).

4. Se la richiesta è fatta a norma del paragrafo 2 del presente articolo e l’autorità non è competente per darvi seguito, detta autorità la trasmette alla competente autorità nazionale informandone direttamente la Parte richiedente.

5. Le richieste o le comunicazioni di cui alla sezione 2 del presente capitolo, che non comportano misure coercitive, possono essere trasmesse dalle autorità competenti della Parte richiedente direttamente alle autorità competenti della Parte richiesta.

Articolo 25 – Forma delle richieste e lingua

1. Tutte le richieste di cui al presente capitolo devono essere fatte per scritto. Pos­sono essere impiegati i moderni mezzi di telecomunicazione come il telefax.

2. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 3 del presente articolo, non è prescritta la traduzione delle richieste e degli allegati.

3. All’atto della firma o del deposito dello strumento di ratificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione, ciascuna Parte può trasmettere al Segretario Generale del Consiglio d’Europa una dichiarazione dalla quale risulti che si riserva il diritto di domandare che le richieste a essa trasmesse e gli allegati siano accompagnati da una traduzione nella propria lingua, in una delle lingue ufficiali del Consiglio d’Europa o in quella di tali lingue che indicherà. La Parte in questione può, nella stessa occasione, dichiararsi pronta ad accettare traduzioni in qualsiasi altra lingua che indicherà. Le altre Parti possono applicare la regola della reciprocità.

Articolo 26 – Legalizzazione

I documenti trasmessi a norma del presente capitolo sono esenti da ogni formalità di legalizzazione.

Articolo 27 – Contenuto della richiesta

1. Ogni richiesta di cooperazione a norma del presente capitolo deve indicare speci­ficatamente:

a. l’autorità che fa la richiesta e quella che conduce le indagini o il procedi­mento;

b. l’oggetto e i motivi della richiesta;

c. la pratica, compresi i fatti rilevanti (come data, luoghi e circostanze del reato) delle indagini o della procedura, fatta eccezione per il caso di richiesta di notificazione;

d. nella misura in cui la cooperazione comporta misure coercitive:

i. il testo delle disposizioni di legge oppure, se ciò non è possibile, il testo di una dichiarazione in merito alle disposizioni di legge applicabili; e

ii. l’indicazione che le misure richieste, o qualsiasi altra misura avente analoghi effetti, potrebbero essere adottate nel territorio della Parte ri­chiedente, secondo la legge di tale Parte;

e. se necessario, e per quanto possibile,

i. particolari relativi alla persona o alle persone interessate, compresi nomi, date e luoghi di nascita, nazionalità, luoghi in cui si trovano e, nel caso di persone giuridiche, le sedi; e

ii. i valori patrimoniali con riferimento ai quali viene richiesta la coopera­zione, l’ubicazione, il rapporto con la persona o con le persone interes­sate, le eventuali relazioni con il reato, nonché tutte le informazioni di­sponibili in merito ad altre persone interessate ai valori patrimoniali stessi; e

f. tutte le particolari procedure che la Parte richiedente desidera siano seguite.

2. La richiesta di misura provvisoria ai sensi della sezione 3, in relazione al seque­stro di valori patrimoniali che potrebbero formare oggetto di ordine di confisca con­sistente nell’obbligo di pagare una somma di denaro, deve inoltre indicare l’importo massimo che si intende realizzare attraverso i valori patrimoniali in questione.

3. Oltre alle indicazioni di cui al paragrafo 1, le richieste ai sensi della sezione 4 de­vono contenere:

a. nel caso dell’articolo 13 paragrafo 1a:

i. una copia autentica dell’ordine di confisca emesso dall’autorità giudi­ziaria della Parte richiedente e una dichiarazione dei motivi sulla base dei quali il provvedimento è stato emesso, se tali motivi non sono indi­cati nell’ordine stesso;

ii. una dichiarazione delle competenti autorità della Parte richiedente dalla quale risulti che l’ordine di confisca è eseguibile e non soggetto a ri­medi giuridici ordinari;

iii. l’indicazione della misura nella quale l’esecuzione del provvedimento è richiesta; e

iv. informazioni sulla necessità di adottare misure provvisorie;

b. nel caso dell’articolo 13 paragrafo 1b, un’esposizione dei fatti sui quali si basa la Parte richiedente, tale da consentire alla Parte richiesta di domandare il provvedimento secondo la propria legge interna;

c. se i terzi hanno avuto la possibilità di rivendicare i propri diritti, documenti che comprovino tale circostanza.

Articolo 28 – Richieste insufficienti

1. Se la richiesta non è conforme alle disposizioni del presente capitolo, ovvero le informazioni fornite non sono sufficienti a consentire alla Parte richiesta di trattare la richiesta medesima, detta Parte può domandare alla Parte richiedente di modifi­care la domanda o di completarla con ulteriori informazioni.

2. La Parte richiesta può fissare un termine per la ricezione di tali modifiche o in­formazioni.

3. In attesa delle modifiche o informazioni relative a una richiesta presentata ai sensi della sezione 4 del presente capitolo, la Parte richiesta può adottare le misure di cui alle sezioni 2 e 3 del presente capitolo.

Articolo 29 – Pluralità di richieste

1. Se la Parte richiesta riceve più di una richiesta ai sensi della sezione 3 o 4 del pre­sente capitolo con riferimento alla stessa persona o agli stessi valori patrimoniali, la pluralità di domande non impedisce a detta Parte di trattare le domande che com­portino l’adozione di misure provvisorie.

2. In caso di pluralità di domande a norma della sezione 4 del presente capitolo, la Parte richiesta considera l’opportunità di consultarsi con le Parti richiedenti.

Articolo 30 – Obbligo di motivare

La Parte richiesta deve fornire i motivi per cui decide di negare, rinviare o sottoporre a condizioni qualsiasi cooperazione prevista dal presente capitolo.

Articolo 31 – Informazioni

1. La Parte richiesta informa immediatamente la Parte richiedente:

a. dell’attività avviata a seguito di una richiesta presentata ai sensi del presente capitolo;

b. del risultato finale degli atti compiuti sulla base della richiesta;

c. della decisione di negare, rinviare o sottoporre a condizioni, in tutto o in parte, qualsiasi cooperazione ai sensi del presente capitolo;

d. di qualsiasi circostanza che renda impossibile il compimento degli atti ri­chiesti o che verosimilmente li ritarderà in modo sostanziale; e

e. nel caso di misure provvisorie adottate a seguito di richiesta presentata ai sensi della sezione 2 o 3 del presente capitolo, delle disposizioni della pro­pria legge interna che porterebbero automaticamente alla revoca della misura provvisoria.

2. La Parte richiedente informa immediatamente la Parte richiesta:

a. di qualsiasi revisione, decisione o qualsiasi altro fatto in forza del quale l’ordi­ne di confisca cessa di essere in tutto o in parte eseguibile; e

b. di qualsiasi cambiamento di fatto o di diritto, a seguito del quale gli atti a norma del presente capitolo non risultino più giustificati.

3. Se una Parte, sulla base di uno stesso ordine di confisca, richiede la confisca a più di una Parte, essa deve dare comunicazione della richiesta a tutte le Parti interessate all’esecuzione.

Articolo 32 – Limitazione dell’uso

1. La Parte richiesta può subordinare l’esecuzione di una richiesta alla condizione che le informazioni o le prove ottenute non siano, senza il suo preventivo consenso, usate o trasmesse dalle autorità della Parte richiedente per indagini o procedimenti diversi da quelli specificati nella richiesta.

2. Ciascuna Parte può, all’atto della firma o del deposito dello strumento di ratifica­zione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione, mediante dichiarazione diretta al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, dichiarare che, senza previo con­senso, le informazioni o le prove da essa fornite a norma del presente capitolo non possono essere usate o trasmesse dalle autorità della Parte richiedente per fini d’indagini o procedure diverse da quelle specificate nella richiesta.

Articolo 33 – Riservatezza

1. La Parte richiedente può esigere che la Parte richiesta mantenga riservati i fatti e la sostanza della richiesta, tranne che nella misura necessaria all’esecuzione della domanda stessa. Se la Parte richiesta non può soddisfare la condizione della riser­vatezza, essa lo comunica immediatamente alla Parte richiedente.

2. La Parte richiedente, se ciò non è contrario ai principi fondamentali della legge nazionale e se ne viene fatta richiesta, mantiene riservate tutte le prove e le informa­zioni fornite dalla Parte richiesta, tranne che e nella misura in cui la rivelazione sia necessaria ai fini delle indagini o delle procedure indicate nella richiesta.

3. Fatte salve le disposizioni della legge interna, la Parte che ha ricevuto informa­zioni spontanee ai sensi dell’articolo 10 deve uniformarsi a tutte le condizioni di ri­servatezza chieste dalla Parte che ha fornito le informazioni. Se la Parte non può soddisfare tali requisiti, lo comunica immediatamente alla Parte trasmittente.

Articolo 34 – Spese

Le spese ordinarie d’esecuzione della richiesta sono a carico della Parte richiesta. Qualora siano necessarie spese notevoli o di natura straordinaria ai fini dell’ese­cu­zione della richiesta, le Parti si consultano allo scopo di concordare le condizioni dell’esecuzione della richiesta e i criteri di ripartizione dei costi.

Articolo 35 – Danni e interessi

1. Qualora venga promossa azione legale per il riconoscimento della responsabilità per danni derivanti da azioni od omissioni relative alla cooperazione ai sensi del presente capitolo, le Parti interessate prevedono di consultarsi, nei casi in cui ciò sia opportuno, per fissare il criterio di ripartizione delle somme da versare a titolo di risarcimento.

2. La Parte che sia stata chiamata in causa per danni provvede a informare l’altra Parte se detta altra Parte possa avere interesse nella causa stessa.

Capitolo IV – Disposizioni finali

Articolo 36 – Firma ed entrata in vigore

1. La presente Convenzione è aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa e degli Stati non membri che abbiano partecipato alla sua elaborazione. Gli Stati possono esprimere il proprio consenso ad essere vincolati mediante:

a. firma senza riserva di ratificazione, d’accettazione o d’approvazione;

b. firma con riserva di ratificazione, d’accettazione o d’approvazione, seguita da ratificazione, d’accettazione o d’approvazione.

2. Gli strumenti di ratificazione, d’accettazione o d’approvazione saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

3. La presente Convenzione entra in vigore il primo giorno del mese successivo al termine del periodo di tre mesi dopo la data alla quale tre Stati, dei quali almeno due devono essere membri del Consiglio d’Europa, abbiano espresso il consenso a es­sere vincolati alla Convenzione secondo le disposizioni del paragrafo 1.

4. Nei riguardi degli Stati firmatari che esprimono successivamente il consenso a essere vincolati dalla Convenzione, questa entra in vigore il primo giorno del mese successivo al termine del periodo di tre mesi dopo la data alla quale essi hanno espresso il consenso a essere vincolati dalla Convenzione secondo le disposizioni del paragrafo 1.

Articolo 37 – Adesione alla Convenzione

1. Dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, dopo aver consultato gli Stati contraenti della Convenzione, può invitare qualsiasi Stato non membro del Consiglio, che non abbia partecipato alla sua elaborazione, ad accedere alla Convenzione, in virtù di decisione presa con maggioranza prevista dall’articolo 20d dello Statuto del Consiglio d’Europa e con il voto unanime dei rappresentanti degli Stati contraenti aventi diritto di far parte del Comitato.

2. Riguardo agli Stati che hanno aderito, la Convenzione entra in vigore il primo giorno del mese successivo al termine del periodo di tre mesi dopo la data di depo­sito dello strumento di adesione presso il Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

Articolo 38 – Applicazione territoriale della Convenzione

1. Ogni Stato può designare, al momento della firma o del deposito dello strumento di ratificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione, il territorio o i territori cui si applica la presente Convenzione.

2. Ogni Stato può in qualunque altro momento, mediante dichiarazione diretta al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, estendere l’applicazione della presente Convenzione a ogni altro territorio indicato nella dichiarazione. Riguardo a tale ter­ritorio la Convenzione entra in vigore il primo giorno del mese successivo al termine del periodo di tre mesi dopo la data di ricezione della predetta dichiarazione da parte del Segretario Generale.

3. Ogni dichiarazione fatta in virtù dei precedenti due paragrafi può, per quanto con­cerne i territori indicati nella medesima, essere ritirata inviando comunicazione di­retta al Segretario Generale. Il ritiro ha effetto il primo giorno del mese successivo al termine del periodo di tre mesi dopo la data di ricezione della comunicazione da parte del Segretario Generale.

Articolo 39 – Relazione con altre convenzioni e accordi

1. La presente Convenzione non pregiudica i diritti e gli obblighi derivanti da con­venzioni internazionali multilaterali su materie specifiche.

2. Le Parti contraenti della Convenzione possono concludere fra di loro accordi bi­laterali o multilaterali sulle materie oggetto della presente Convenzione, allo scopo d’integrare o rafforzare le sue disposizioni o di facilitare l’applicazione dei principi in essa contenuti.

3. Se due o più Parti contraenti hanno già concluso un accordo o un trattato su una materia oggetto della Convenzione, o hanno altrimenti stabilito i loro rapporti per quanto riguarda tale materia, dette Parti hanno facoltà di applicare l’accordo o il trattato, ovvero di regolare i predetti rapporti secondo quanto concordato invece che secondo la presente Convenzione, se ciò facilita la cooperazione internazionale.

Articolo 40 – Riserve

1. Ciascuno Stato può, al momento della firma o del deposito dello strumento di ra­tificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione, dichiarare di fare uso di una o più riserve previste dall’articolo 2 paragrafo 2, dall’articolo 6 paragrafo 4, dall’articolo 14 paragrafo 3, dall’articolo 21 paragrafo 2, dall’articolo 25 paragrafo 3 e dall’articolo 32 paragrafo 2. Nessun’altra riserva è ammessa.

2. Lo Stato che abbia formulato una riserva a norma del paragrafo precedente può ritirarla del tutto o in parte inviando comunicazione al Segretario Generale del Con­siglio d’Europa. Il ritiro ha effetto alla data di ricezione della comunicazione da parte del Segretario Generale.

3. La Parte contraente che abbia formulato una riserva a proposito di una disposi­zione della presente Convenzione non può richiedere l’applicazione di tale disposi­zione a un’altra Parte; essa può tuttavia, se la riserva è parziale o condizionata, chie­dere l’applicazione della disposizione nei limiti in cui essa stessa l’abbia accettata.

Articolo 41 – Modificazioni

1. Modificazioni della presente Convenzione possono essere proposte da qualsiasi Parte contraente e devono essere comunicate dal Segretario Generale del Consiglio d’Europa agli Stati membri del Consiglio stesso e a ogni Stato non membro che ab­bia aderito, o sia stato inviato ad aderire, alla presente Convenzione a norma dell’articolo 37.

2. Ogni modificazione proposta da una Parte contraente è comunicata al Comitato Europeo per i Problemi Criminali, che sottopone il parere sulla modificazione pro­posta al Comitato dei Ministri.

3. Il Comitato dei Ministri esamina la modificazione proposta e il parere fornito dal Comitato Europeo per i Problemi Criminali e può adottare la modificazione.

4. Il testo di ogni modificazione adottato dal Comitato dei Ministri a norma del pa­ragrafo 3 del presente articolo è trasmesso alle Parti contraenti per accettazione.

5. Ogni modificazione adottata a norma del paragrafo 3 del presente articolo entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla data nella quale tutte le Parti abbiano co­municato al Segretario Generale la propria accettazione della stessa.

Articolo 42 – Componimento delle vertenze

1. Il Comitato Europeo per i Problemi Criminali del Consiglio d’Europa dev’essere tenuto informato sull’interpretazione e l’applicazione della presente Convenzione.

2. In caso di vertenza sull’interpretazione o l’applicazione della presente Conven­zione, le Parti contraenti devono cercare di comporre la vertenza con negoziati o qualsiasi altro mezzo pacifico di loro scelta, compreso il deferimento della vertenza al Comitato Europeo per i Problemi Criminali, a un tribunale arbitrale la cui deci­sione sarà vincolante per le Parti, o alla Corte Internazionale di Giustizia, a seconda di quanto le Parti interessate decidono di comune accordo.

Articolo 43 – Denuncia

1. Ciascuna Parte contraente può in qualsiasi momento denunciare la presente Con­venzione mediante atto diretto al Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

2. La denuncia ha effetto il primo giorno del mese successivo al termine del periodo di tre mesi dopo la data di ricezione della comunicazione da parte del Segretario e­nerale.

3. La presente Convenzione, in ogni caso, permane in vigore per quanto riguarda l’esecuzione, ai sensi dell’articolo 14, delle confische delle quali sia stata fatta ri­chiesta in conformità alle disposizioni della presente Convenzione, prima della data alla quale la denuncia ha effetto.

Articolo 44 – Comunicazioni

Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa provvede a comunicare agli Stati membri del Consiglio e a tutti gli Stati che abbiano aderito alla presente Conven­zione:

a. ogni firma;

b. il deposito di ogni strumento di ratificazione, d’accettazione, d’approvazione o d’adesione;

c. ogni data di entrata in vigore della presente Convenzione a norma degli arti­coli 36 e 37;

d. ogni riserva formulata in base all’articolo 40 paragrafo 1;

e. ogni altro atto, notificazione o comunicazione relativo alla presente Conven­zione.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno firmato la presente Con­venzione.

Fatto a Strasburgo, l’8 novembre 1990, nelle lingue inglese e francese, entrambi i testi facendo egualmente fede, in un solo esemplare che sarà depositato negli archivi del Consiglio d’Europa. Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ne trasmet­terà copia certificata conforme a ogni Stato membro del Consiglio d’Europa, a ogni Stato non membro che abbia partecipato all’elaborazione della presente Conven­zione e a ogni Stato invitato ad aderirvi.