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Secondo Protocollo addizionale alla Convenzione europea di estradizione

Strasburgo, 17 marzo 1978

Traduzione ufficiale della Cancelleria federale della Svizzera

Convenzione
Protocollo No. 1 | No. 3 (English)
No. 4 (English)
Explanatory Report
English
Traduzioni


Gli Stati membri del Consiglio d’Europa, firmatari del presente Protocollo,

nell’intento di facilitare l’applicazione nel campo dei reati fiscali della Convenzione europea di estradizione aperta alla firma a Parigi il 13 dicembre 1957 (in seguito denominata «la Convenzione»);

considerato in oltre che è auspicabile completare la Convenzione sotto certi altri aspetti,

hanno convenuto quanto segue:

Titolo I

Articolo 1

Il paragrafo 2 dell’articolo 2 della Convenzione è completato con la disposizione seguente:

«Questa facoltà è parimenti applicabile a fatti passibili della sola sanzione pecunia­ria.»

Titolo II

Articolo 2

L’articolo 5 della Convenzione è sostituito dalle disposizioni seguenti:

«Reati fiscali

1. In materia di tasse e imposte, di dazi e di cambio, l’estradizione sarà concessa tra le Parti Contraenti, conformemente alle disposizioni della Convenzione, per i fatti che corrispondono, secondo la legge della Parte richiesta, a un reato di medesima natura.

2. L’estradizione non potrà essere rifiutata per il motivo che la legislazione della Parte richiesta non prevede lo stesso tipo di tasse o imposte o non contempla lo stesso genere di disciplinamento in materia di tasse e imposte, di dazi e di cambio, di quello della legislazione della Parte richiedente.»

Titolo III

Articolo 3

La Convenzione è completata dalle disposizioni seguenti:

«Sentenze contumaciali

1. Quando una Parte Contraente chiede a un’altra Parte Contraente l’estradizione di una persona allo scopo di eseguire una pena o una misura di sicurezza pronunciata nei suoi confronti con sentenza contumaciale, la Parte richiesta può rifiutare l’estradizione a tale scopo se, a suo parere, la procedura giudiziale non ha rispettato i diritti minimi della difesa riconosciuti a ogni persona accusata di un reato. L’estradizione sarà nondimeno concessa se la Parte richiedente offre garanzie rite­nute sufficienti per assicurare all’estradando il diritto a un nuovo processo che sal­vaguardi i diritti della difesa. Questa decisione autorizza la Parte richiedente, sia a eseguire la sentenza in questione se il condannato non si oppone, sia, se questi si oppone a perseguire l’estradato.

2. Quando la Parte richiesta comunica all’estradando la sentenza contumaciale pro­nunciata nei suoi confronti, la Parte richiedente non considererà questa comunica­zione come una notificazione comportante gli effetti previsti dalla procedura penale di questo Stato.»

Titolo IV

Articolo 4

La Convenzione è completata dalle disposizioni seguenti:

«Amnistia

L’estradizione non sarà concessa per un reato coperto da amnistia nello Stato richie­sto se questo Stato era competente per perseguire detto reato secondo la propria legge penale.»

Titolo V

Articolo 5

Il paragrafo 1 dell’articolo 12 della Convenzione è sostituito dalle disposizioni se­guenti:

«La domanda sarà espressa per iscritto e trasmessa dal Ministero di Giustizia della Parte richiedente al Ministero di Giustizia della Parte richiesta; la via diplomatica non è tuttavia esclusa. Un’altra via potrà essere convenuta mediante accordo diretto tra due o più Parti.»

Titolo VI

Articolo 6

1. Il presente Protocollo è aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa che hanno firmato la Convenzione. Esso sarà sottoposto a ratificazione, accettazione o approvazione. Gli strumenti di ratificazione, accettazione o approva­zione saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

2. Il Protocollo entrerà in vigore 90 giorni dopo la data di deposito del terzo stru­mento di ratificazione, accettazione o approvazione.

3. Esso entrerà in vigore nei confronti di ogni Stato firmatario che lo ratificherà, l’accetterà o l’approverà ulteriormente, 90 giorni dopo la data di deposito del pro­prio strumento di ratificazione, accettazione o approvazione.

4. Uno Stato membro del Consiglio d’Europa non può ratificare, accettare o appro­vare il presente Protocollo senza avere simultaneamente o anteriormente ratificato la Convenzione.

Articolo 7

1. Ogni Stato che ha aderito alla Convenzione può aderire al presente Protocollo dopo che questo sia entrato in vigore.

2. L’adesione avverrà mediante il deposito, presso il Segretario Generale del Consi­glio d’Europa, di uno strumento di adesione che produrrà effetto 90 giorni dopo la data del suo deposito.

Articolo 8

1. Ogni Stato può, al momento della firma o al momento del deposito del proprio strumento di ratificazione, accettazione, approvazione o adesione, designare il terri­torio o i territori ai quali il presente Protocollo si applicherà.

2. Ogni Stato può, al momento del deposito del proprio strumento di ratificazione, accettazione, approvazione o adesione, come pure ad ogni ulteriore momento, esten­dere l’applicazione del presente Protocollo, mediante dichiarazione trasmessa al Se­gretario Generale del Consiglio d’Europa, a ogni altro territorio designato nella di­chiarazione e di cui assicuri le relazioni internazionali o per conto del quale è autorizzato a sottoscrivere impegni.

3. Ogni dichiarazione fatta in virtù del paragrafo precedente potrà essere ritirata, per quanto concerne qualsiasi territorio designato in detta dichiarazione, mediante noti­ficazione trasmessa al Segretario Generale del Consiglio d’Europa. Il ritiro produrrà effetto sei mesi dopo la data di ricezione della notificazione da parte del Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

Articolo 9

1. Le riserve espresse da uno Stato su una disposizione della Convenzione si appli­cheranno anche al presente Protocollo, a meno che questo Stato non esprima inten­zione contraria al momento della firma o al momento del deposito del proprio stru­mento di ratificazione, accettazione, approvazione o adesione.

2. Ogni Stato può, al momento della firma o al momento del deposito del proprio strumento di ratificazione, accettazione, approvazione o adesione, dichiarare che si riserva il diritto:

a. di non accettare il Titolo I;

b. di non accettare il Titolo II, o di accettarlo soltanto per quanto concerne certi reati o categorie di reati previste nell’articolo 2;

c . di non accettare il Titolo III, o di accettare solo il paragrafo 1 dell’articolo 3;

d. di non accettare il Titolo IV;

e. di non accettare il Titolo V.

3. Ogni Parte Contraente che ha espresso una riserva in virtù del paragrafo prece­dente può ritirarla mediante una dichiarazione, trasmessa al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, che produrrà effetto alla data della sua ricezione.

4. Una Parte Contraente che ha applicato al presente Protocollo una riserva formu­lata su una disposizione della Convenzione o che ha espresso una riserva su una di­sposizione del presente Protocollo, non può pretendere l’applicazione della stessa disposizione da un’altra Parte Contraente; se la riserva è parziale o condizionale, essa può tuttavia pretendere l’applicazione di questa disposizione nella misura in cui l’ha accettata.

5. Nessun’altra riserva è ammessa sulle disposizioni del presente Protocollo.

Articolo 10

Il Comitato europeo per i problemi criminali del Consiglio d’Europa sarà tenuto al corrente dell’esecuzione del presente Protocollo e faciliterà, per quanto necessario, la composizione pacifica di ogni difficoltà sollevata dall’esecuzione del presente Protocollo.

Articolo 11

1. Ogni Parte Contraente potrà, per quanto la concerne, denunziare il presente Pro­tocollo mediante notificazione al Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

2. La denunzia produrrà effetto sei mesi dopo la data di ricezione della notificazione da parte del Segretario Generale.

3. La denunzia della Convenzione comporta automaticamente quella del presente Protocollo.

Articolo 12

Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa notificherà agli Stati membri del Con­siglio e a ogni Stato che ha aderito alla Convenzione:

a. ogni firma del presente Protocollo;

b. il deposito di ogni strumento di ratificazione, accettazione, approvazione o adesione;

c. ogni data d’entrata in vigore del presente Protocollo conformemente ai suoi articoli 6 e 7;

d. ogni dichiarazione ricevuta in applicazione delle disposizioni dei paragrafi 2 e 3 dell’articolo 8;

e. ogni dichiarazione ricevuta in applicazione delle disposizioni del paragrafo 1 dell’articolo 9;

f. ogni riserva espressa in applicazione delle disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 9;

g. il ritiro di ogni riserva effettuato in applicazione delle disposizioni del para­grafo 3 dell’articolo 9;

h. ogni notificazione ricevuta in applicazione delle disposizioni dell’articolo 11 e la data alla quale la denunzia produrrà effetto.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati a tale scopo, hanno firmato il presente Protocollo.

Fatto a Strasburgo, il 17 marzo 1978, in francese e in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un solo esemplare che sarà depositato negli archivi del Consi­glio d’Europa. Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ne invierà copia certi­ficata conforme a ognuno degli Stati firmatari e aderenti.