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Convenzione sulla protezione dell'ambiente attraverso il diritto penale

(STE n° 172)

Aperta alla firma degli Stati membri e degli Stati non membri i quali hanno participato alla sua elaborazione e all'adesione degli altri Stati non membri, a Strasburgo, il 4 novembre 1998.

Entrata in vigore : 3 Ratifiche.

Riassunto

L’obiettivo della Convenzione è migliorare la protezione ambientale a livello europeo, attraverso la soluzione di ultima istanza, il diritto penale, per scoraggiare ed impedire comportamenti nocivi per l’ambiente. Intende inoltre armonizzare le legislazioni nazionali in materia. Questo nuovo strumento giuridico obbliga gli Stati Parti Contraenti ad introdurre delle sanzioni specifiche nel loro diritto penale o a modificare le disposizioni esistenti. Penalizza un certo numero di azioni commesse intenzionalmente o per negligenza che provocano o rischiano di provocare danni durevoli per la qualità dell’aria, del suolo, delle acque, oppure danni agli animali o alle piante, o causano la morte o danni gravi alle persone.

Definisce il concetto di responsabilità penale delle persone fisiche o giuridiche, specificando i provvedimenti che devono adottare gli Stati per poter confiscare le attrezzature e i profitti, e per definire i poteri di cui devono disporre le autorità nazionali e prevede la cooperazione internazionale. Le sanzioni previste devono comprendere pene fino alla reclusione e sanzioni pecuniarie e possono comprendere l’obbligo del ripristino dell’ambiente, che è una disposizione opzionale della Convenzione. Un’altra disposizione rilevante riguarda la possibilità concessa alle associazioni attive nel campo della tutela ambientale di partecipare in azioni giudiziarie promosse per reati previsti dalla Convenzione.