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Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera

(STE n° 132)

Aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa e degli altri Stati parti della Convenzione culturale europea, nonché a quelli dell'Unione europea, a Strasburgo, il 5 maggio 1989.

Entrata in vigore : 1° maggio 1993.

Riassunto

Tale Convenzione crea un quadro giuridico per la libera circolazione dei programmi della televisione transfrontaliera in Europa, attraverso delle regole comuni minime, in campi quali la programmazione, la pubblicità, il partenariato e la protezione di taluni diritti individuali.

Essa affida agli Stati di trasmissione di controllare la conformità dei programmi televisivi trasmessi con le disposizioni della Convenzione. In controparte, garantisce la libertà di ricezione e di ritrasmissione dei programmi che sono conformi alle regole minime delle Convenzione.

La Convenzione si applica ad ogni programma che attraversa le frontiere, quale che sia il mezzo tecnico di diffusione utilizzato (satellite, cablo, emittenti terrestri).

Le sue principali disposizioni riguardano:

– la libertà di espressione, di ricezione e di ritrasmissione;
– il diritto di replica (carattere transfrontaliere di questo diritto ed altri diritti comparabili);
– la pornografia, la violenza, l’istigazione all’odio razziale (la convenzione proibisce tali atti) nonchè la protezione dei giovani;
– la diffusione delle opere europee (accordando, quando è possibile, un maggior tempo di diffusione);
– la diffusione delle opere cinematografiche (normalmente non prima di un termine di 2 anni dopo la prima programmazione nelle sale – un anno in caso di coproduzione con radiodiffusione);
– le norme per la pubblicità (per esempio, il divieto della pubblicità del tabacco e delle medicine e trattamenti medici disponibili solo su prescrizione medica, restrizione sulla pubblicità per taluni prodotti quali le bevande alcoliche);
– la durata della pubblicità (normalmente limitata al 15 % dell’orario delle trasmissione quotidiane al 20 % di un periodo di un ora);
– le interruzioni pubblicitarie (per esempio due interruzioni durante la trasmissione di un film di novanta minuti – nessuna interruzione durante le trasmissioni a carattere religiose, nessuna durante i telegiornali o trasmissioni di attualità la cui durata sia inferiore a 30 minuti);
– le regole sulla sponsorizzazione delle trasmissioni.

Un Comitato permanente composto da rappresentanti delle Parti è incaricato di seguire l’applicazione della Convenzione. Sono anche previste delle procedure di conciliazione ed arbitrato.