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Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali

(STE n° 5)


Aperta alla firma dei Paesi membri del Consiglio d’Europa, a Roma il 4 novembre 1950.

Entrata in vigore : 3 settembre 1953.

Riassunto

La "Convenzione europea dei diritti dell’uomo" contiene una serie di diritti e libertà fondamentali (diritto alla vita, divieto della tortura, divieto della schiavitù e del lavoro forzato, diritto alla libertà ed alla sicurezza, diritto ad un processo equo, principio di legalità, diritto al rispetto della vita privata e familiare, libertà di pensiero, di coscienza e di religione, libertà d’espressione, libertà di riunione e d’associazione, diritto al matrimonio, diritto ad un ricorso effettivo, divieto di discriminazione). Ulteriori diritti sono previsti dai Protocolli aggiuntivi alla Convenzione [1]. Le Parti contraenti s’impegnano a riconoscere tali diritti a tutte le persone rientranti nella loro giurisdizione.

La Convenzione prevede un meccanismo internazionale di controllo. Per assicurare il rispetto degli impegni assunti dalle Parti contraenti, è stata istituita, a Strasburgo, la Corte europea dei Diritti dell’Uomo. La Corte delibera su ricorsi individuali o su ricorsi interstatuali. Per domanda del Comitato dei Ministri, la Corte può dare anche dei pareri consultivi concernenti l’interpretazione della Convenzione e dei suoi Protocolli.

In seguito all’entrata in vigore della Protocollo aggiuntivo n. 11 alla Convenzione, il 1° novembre 1998 [2], il meccanismo di controllo stabilito dalla Convenzione è stato modificato. Quale conseguenza delle apportate modifiche tutte le presunte violazioni, da quella data, sono sottoposte direttamente alla Corte. La Corte potrà esaminare i casi o attraverso dei Comitati di tre membri - che possono rigettare all’unanimità i ricorsi proposti qualora una tale decisione possa essere presa senza ulteriore esame - o in camere di sette giudici o in una grande camera di diciassette giudici. In genere, le camere decidono sulla ricevibilità e sulla fondatezza dei casi che non possono essere trattati da un comitato. Ma esse possono anche decidere di demandare un caso alla grande camera, spogliandosi così della propria competenza, quando si pone un problema di difficile soluzione di interpretazione della Convezione o dei suoi Protocolli, o quando la decisione di una camera potrebbe essere incompatibile con precedenti sentenze della Corte. In ogni caso, le parti possono opporsi alla decisione della camera di privarsi della competenza.

La Corte è poi a disposizione delle Parti per pervenire ad un regolamento amichevole della controversia nel rispetto dei diritti dell’uomo così come garantiti dalla Convenzione e dai suoi Protocolli. Le udienze davanti alla Corte sono pubbliche salvo che circostanze eccezionali non inducano la Corte a decidere altrimenti.

Una particolarità della nuova Corte è la possibilità accordata alle parti di ricorrere alla grande camera entro tre mesi dalla pronuncia di una sentenza di una camera. Un comitato di cinque giudici della grande camera decide se accettare la richiesta.

Le parti di un caso devono attenersi alle sentenze della Corte e prendere tutte le misure necessarie per conformarsi alle stesse. Il Comitato dei Ministri vigila affinché le sentenze siano eseguite. Il Segretario Generale può domandare alle Parti di fornire spiegazioni sul modo in cui il loro diritto interno assicura l’applicazione della Convenzione.


Notes :

[1] Protocolli no. 1, 4, 6 e 7 alla Convenzione (STE no. 9, 46, 114 et 117).

[2] Il testo della Convenzione è stato emendato conformemente alle disposizione del Protocollo no. 3 (STE no. 45), entrato in vigore il 21 settembre 1970, del Protocollo no. 5 (STE no. 55), entrato in vigore il 20 dicembre 1971 e del Protocollo no. 8 (STE no. 118), entrato in vigore il 1° gennaio 1990, e comprendeva inoltre il testo del Protocollo no. 2 (STE no. 44) che, conformemente al suo articolo 5, paragrafo 3,era parte integrante della Convenzione a partire dalla sua entrata in vigore il 21 settembre 1970. Tutte le disposizione emendate o aggiunte da questi Protocolli sono state sostituite dal Protocollo no. 11 (STE no. 155), a partire dalla data della sua entrata in vigore il 1° novembre 1998. Da questa date il Protocollo no. 9 (STE no. 140), entrato in vigore il 1° ottobre 1994, è abrogato.